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La Golden Dawn e i quadrati magici di Agrippa

Studio Esoterico Cornelio · 3 min di lettura
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Tavola VIII · L'eredità

Fondata a Londra nel 1888, la Golden Dawn attinse al secondo libro del De occulta philosophia per sigilli e quadrati planetari: storia di un'eredità.

Nel 1888 tre massoni londinesi, William Wynn Westcott, Samuel Liddell MacGregor Mathers e William Robert Woodman, fondarono l'Hermetic Order of the Golden Dawn. In pochi anni l'ordine raccolse alcune centinaia di iscritti, tra cui figure come il poeta William Butler Yeats, l'attrice Florence Farr, lo scrittore Arthur Machen e lo studioso Arthur Edward Waite. Nel suo sistema di insegnamento, una parte non piccola veniva direttamente dalle pagine di Agrippa.

I manoscritti cifrati e le origini

Secondo il racconto dei fondatori, l'ordine nacque da un gruppo di manoscritti scritti in un codice semplice, i cosiddetti Cipher Manuscripts, che contenevano schemi di rituali di iniziazione. Westcott sostenne inoltre di essere entrato in contatto con un'adepta tedesca che avrebbe autorizzato la fondazione. Gli storici considerano questa corrispondenza molto probabilmente inventata, e anche l'origine dei manoscritti resta discussa.

Al di là delle leggende di fondazione, la Golden Dawn fu soprattutto un'impresa di erudizione e sintesi. Mathers, il più attivo dei fondatori, lavorava al British Museum e pubblicò traduzioni di testi magici come la Clavicola di Salomone, nel 1889, e il Libro della sacra magia di Abramelin, nel 1898.

Il secondo libro del De occulta philosophia

Il secondo libro del De occulta philosophia è dedicato alla magia celeste e matematica: numeri, armonie, figure geometriche, immagini astrologiche. Nel capitolo ventidue Agrippa presenta sette quadrati numerici, ciascuno associato a un pianeta, dal quadrato di Saturno, di tre per tre, a quello della Luna, di nove per nove. Da ciascuno ricava sigilli e caratteri attribuiti all'intelligenza e allo spirito del pianeta.

La Golden Dawn adottò queste tavole, chiamate spesso kamea, e le inserì nel proprio insegnamento sulle corrispondenze planetarie. Dallo stesso repertorio, e in particolare dal terzo libro, derivano gli alfabeti segreti riprodotti da Agrippa, come quello detto tebano e quello detto celeste. Anche la geomanzia, insegnata ai membri dell'ordine, aveva tra le sue fonti principali i testi rinascimentali della tradizione agrippiana.

Agrippa stesso aveva avvertito i lettori che il suo libro conteneva molte cose dette in modo velato, e che chi cercava di usarlo senza comprenderne il fondamento sarebbe rimasto deluso. I membri della Golden Dawn presero sul serio questo avvertimento, ma a modo loro: lessero le tavole come schemi da integrare in un percorso iniziatico per gradi, ordinato secondo l'albero sefirotico della cabala, che nel testo rinascimentale non aveva una funzione simile.

Un'eredità reinterpretata

Non bisogna però immaginare una continuità diretta. I membri della Golden Dawn leggevano Agrippa per lo più attraverso la traduzione inglese del 1651, il rifacimento di Barrett e la mediazione di Éliphas Lévi. Lo combinavano con la cabala cristiana, con l'egittologia vittoriana, con i tarocchi interpretati alla maniera leviana e con elementi massonici, in un sistema che il filosofo del Cinquecento non avrebbe riconosciuto come suo.

L'ordine si divise intorno al 1900 tra contrasti personali e dottrinali, e ne nacquero vari gruppi successori. Per lo storico la Golden Dawn resta un capitolo significativo dell'eredità di Agrippa: mostra come materiali rinascimentali, staccati dal loro contesto teologico e filosofico, potessero diventare la base di un nuovo esoterismo moderno, destinato a influenzare buona parte dell'occultismo del Novecento.