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Robert Fludd: il medico inglese che disegnò il macrocosmo

Studio Esoterico Cornelio · 3 min di lettura
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Tavola XII · L'eredità

Difensore dei Rosacroce, autore della monumentale Utriusque cosmi historia e avversario di Keplero e Mersenne: Robert Fludd, ultimo grande erede di Agrippa.

Se si cerca un erede diretto della visione cosmica di Agrippa nel Seicento, il candidato più evidente è Robert Fludd. Nato nel 1574 nel Kent, figlio di un alto funzionario della corona, morto a Londra nel 1637, Fludd fu medico affermato e membro del Royal College of Physicians. Fu anche l'autore di alcune delle immagini più famose della filosofia ermetica: incisioni che rappresentano l'universo come un sistema di sfere, armonie e raggi divini, in cui l'uomo è uno specchio del cosmo.

Un medico paracelsiano a Londra

Fludd studiò a Oxford e viaggiò per alcuni anni nel continente, in Francia, Germania e Italia, lavorando a tratti come precettore. Tornato in Inghilterra, ebbe qualche difficoltà a essere ammesso nel Collegio dei medici, anche per le sue simpatie verso la medicina chimica di Paracelso, guardata con sospetto dalla tradizione galenica. Fu infine accettato e svolse a Londra una professione redditizia.

Nel 1616 pubblicò un'Apologia compendiaria in difesa della Fraternità dei Rosacroce, seguita l'anno dopo da un trattato più ampio. Fludd non dichiarò mai di appartenere alla confraternita, ma ne difese gli ideali di riforma del sapere su basi bibliche ed ermetiche. Questa presa di posizione lo rese il rappresentante più noto della causa rosacrociana in Inghilterra.

L'Utriusque cosmi historia

La sua opera maggiore, l'Utriusque cosmi maioris scilicet et minoris metaphysica, physica atque technica historia, cioè la storia dei due mondi, il grande e il piccolo, fu pubblicata a Oppenheim a partire dal 1617 dall'editore Johann Theodor de Bry. I volumi, ricchissimi di incisioni, trattano della creazione, delle sfere celesti, della musica, della geometria, della geomanzia, dell'arte della memoria e delle tecniche di ogni genere.

Lo schema di fondo è vicino a quello del De occulta philosophia: un universo ordinato in livelli, attraversato da un'unica forza divina, in cui ogni parte corrisponde alle altre. Fludd lo sviluppa però con una lettura molto personale della Genesi, fondata sul contrasto tra luce e tenebra, e con un'attenzione costante alla musica come chiave delle proporzioni del mondo.

Le polemiche con Keplero e Mersenne

L'opera di Fludd suscitò reazioni importanti. Giovanni Keplero, nell'appendice al quinto libro dell'Harmonices mundi del 1619, criticò il suo uso simbolico dei numeri e delle figure, contrapponendovi la necessità di misure precise e di dimostrazioni matematiche. Fludd rispose con asprezza, e la disputa divenne un confronto esemplare tra due modi di intendere l'armonia del cosmo: come mistero da contemplare o come legge da calcolare.

In Francia il frate minimo Marin Mersenne lo attaccò come mago e cabalista, e Pierre Gassendi intervenne contro di lui. In Inghilterra Fludd fu coinvolto anche nella controversia sull'unguento armario, che si diceva guarisse le ferite applicato all'arma che le aveva prodotte: rispose nel 1631 al pastore William Foster, che aveva denunciato la pratica come magica. Fludd sosteneva che si trattava di un effetto naturale, fondato sulla simpatia.

Con Fludd la filosofia occulta di stampo agrippiano raggiunse forse la sua ultima grande espressione sistematica. La sua Mosaicall Philosophy, pubblicata in inglese nel 1659, molti anni dopo la morte, ne riassume il pensiero. Le sue incisioni continuano a essere riprodotte come emblemi della visione ermetica del mondo, proprio mentre i suoi avversari stavano costruendo la scienza che l'avrebbe sostituita.