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Anversa e Margherita d'Austria: archivista e storiografo imperiale

Studio Esoterico Cornelio · 2 min di lettura
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Tavola XII · Cornelio Agrippa

Dal 1528 Agrippa vive ad Anversa: medico durante la peste, poi archivista e storiografo di Margherita d'Austria, e infine la caduta dopo la sua morte.

Nel 1528 Agrippa si stabilì ad Anversa, il grande porto dei Paesi Bassi asburgici, che in quegli anni stava diventando la piazza commerciale più ricca d'Europa. Qui visse una breve stagione di successo, coronata dalla nomina ad archivista e storiografo di Margherita d'Austria, la principessa alla quale vent'anni prima aveva dedicato il trattato sulla nobiltà femminile. Ma anche ad Anversa la fortuna fu breve, e gli ultimi anni nei Paesi Bassi furono segnati da lutti, debiti e condanne.

Il medico e la peste

Appena arrivato, Agrippa esercitò la medicina con successo. Nel 1529 un'epidemia colpì la città, e secondo le lettere egli rimase a curare i malati mentre altri medici fuggivano, attirandosi così la gratitudine di molti e l'ostilità dei colleghi, che lo accusavano di esercitare senza titoli riconosciuti. Nella stessa epidemia morì la seconda moglie, Jeanne-Loyse, lasciandolo solo con i figli.

Poco dopo Agrippa contrasse un terzo matrimonio, a Malines, che si rivelò infelice e si concluse con una separazione nel 1535. Sono vicende private che le lettere lasciano intravedere senza molti dettagli, ma che contribuiscono a spiegare il tono amaro degli scritti di questi anni. Agrippa si trovava a crescere più figli con entrate incerte, in una città dove la concorrenza tra medici era forte e la sua fama di studioso di arti segrete suscitava diffidenza.

Al servizio della governatrice

Margherita d'Austria, figlia di Massimiliano e zia di Carlo V, governava i Paesi Bassi dalla sua corte di Malines. Nel 1529 nominò Agrippa archivista e storiografo, con il compito di registrare gli eventi del regno di Carlo V. In questa veste Agrippa compose scritti di carattere storico, tra cui un resoconto della doppia incoronazione di Carlo V a Bologna nel 1530, celebrata da papa Clemente VII.

Il 1529 fu anche l'anno in cui Agrippa pubblicò ad Anversa una raccolta di trattati brevi, comprendente finalmente la declamazione sulla nobiltà del sesso femminile. L'anno seguente uscì, sempre ad Anversa, il De vanitate scientiarum. Agrippa aveva ormai un ruolo ufficiale e i torchi della città, tra i più attivi d'Europa, gli offrivano un pubblico internazionale.

La morte di Margherita e la caduta

Il 1° dicembre 1530 Margherita morì a Malines, e Agrippa ne pronunciò l'orazione funebre. Con lei scomparve la sua principale protettrice. Il De vanitate fu esaminato dai teologi di Lovanio e della Sorbona, che vi trovarono numerose proposizioni giudicate scandalose, e la corte imperiale prese le distanze dall'autore. Lo stipendio di storiografo non fu più pagato con regolarità.

Nel 1531 Agrippa fu persino incarcerato per debiti a Bruxelles. Uscito di prigione, cercò rifugio presso l'arcivescovo di Colonia Ermanno di Wied e dal 1532 visse a Bonn. Il periodo di Anversa, iniziato come un riscatto, si chiuse dunque con la perdita di ogni appoggio a corte. Eppure furono proprio quegli anni a dare al mondo i suoi libri più importanti, che i tipografi dei Paesi Bassi e della Renania avrebbero diffuso in tutta Europa nel giro di pochi anni.