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Gli ultimi anni: Bonn, l'arresto in Francia e la morte a Grenoble

Studio Esoterico Cornelio · 2 min di lettura
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Tavola XIII · Cornelio Agrippa

Dal rifugio di Bonn all'arresto in Francia per le offese alla regina madre, fino alla morte a Grenoble nel 1535: la fine di Cornelio Agrippa.

Gli ultimi anni di Agrippa sono quelli di un uomo celebre e insieme isolato. Dal 1532 visse a Bonn, residenza dell'arcivescovo di Colonia Ermanno di Wied, che gli offrì protezione dopo la caduta in disgrazia alla corte dei Paesi Bassi. Qui completò la stampa del De occulta philosophia e scrisse le ultime polemiche contro i teologi di Lovanio. Nel 1535, però, decise di lasciare la Germania e partì per la Francia, dove trovò la prigione e poi la morte.

Il rifugio di Bonn

Ermanno di Wied era un principe ecclesiastico aperto alle idee di riforma, che anni dopo avrebbe tentato di introdurre la Riforma nella sua diocesi, finendo deposto. Accolse Agrippa nella sua cerchia e accettò la dedica della filosofia occulta. A Bonn visse con lui per qualche tempo anche il giovane Johann Weyer, che sarebbe diventato medico e autore celebre e che ci ha lasciato testimonianze dirette sulla vita domestica del maestro.

In questi anni Agrippa pubblicò un'Apologia contro le accuse dei teologi di Lovanio e una Querela, lamento sulle calunnie subite. Scambiò lettere con diversi umanisti, tra cui Erasmo da Rotterdam, che gli raccomandò prudenza nelle polemiche. La sua situazione economica restava però difficile, e il terzo matrimonio, contratto nei Paesi Bassi, si concluse con una separazione proprio nel 1535.

L'arresto in Francia

Non sappiamo con certezza perché Agrippa abbia deciso di tornare in Francia nel 1535. Forse sperava in nuovi protettori, forse cercava di riscuotere crediti. Giunto nel regno, fu arrestato per ordine di Francesco I a causa di scritti e parole ingiuriose contro la defunta regina madre, Luisa di Savoia, morta nel 1531. Il rancore nato a Lione, mai sopito, gli costava ora la libertà, in un regno dove le offese alla famiglia reale erano punite con severità anche dopo la morte dei sovrani.

La prigionia fu breve. Grazie all'intervento di amici e protettori, Agrippa venne rilasciato. Ma era ormai un uomo provato da anni di viaggi, debiti e conflitti, e la salute doveva essere compromessa. Le fonti sono scarse e in parte contraddittorie su queste ultime settimane, e i biografi moderni preferiscono non andare oltre i pochi dati sicuri.

La morte a Grenoble

Agrippa morì a Grenoble nel 1535, a circa quarantanove anni. La data precisa non è certa: alcune ricostruzioni indicano i primi mesi dell'anno, altre un periodo più tardo. Secondo la tradizione fu ospitato negli ultimi giorni da persone influenti della città e sepolto nel convento dei domenicani, l'ordine con cui si era scontrato tante volte, da Colonia a Metz. Della tomba non resta traccia.

Paolo Giovio, pochi anni dopo, collocò invece la morte a Lione e la accompagnò con il racconto leggendario del cane nero, che lo stesso Weyer avrebbe smentito. La fine oscura di Agrippa favorì così la nascita del mito. Al posto di un medico e filosofo morto povero in una città di provincia, l'immaginazione europea preferì vedere un mago che pagava il prezzo dei suoi patti segreti, e quella immagine sopravvisse per secoli.