Marchio registrato Studio Esoterico CornelioLa Filosofia OccultaUn sito dello Studio Esoterico Cornelio

Gli studi all'Università di Colonia e la tradizione albertista

Studio Esoterico Cornelio · 3 min di lettura
♈︎♉︎♊︎♋︎♌︎♍︎♎︎♏︎♐︎♑︎♒︎♓︎
Tavola II · Cornelio Agrippa

Agrippa si immatricola a Colonia nel 1499 e ottiene il grado in arti nel 1502: la scuola albertista, Lullo e le prime letture che formarono il futuro mago.

Nel 1499, a dodici anni, il giovane Heinrich si immatricolò all'Università di Colonia, e nel 1502 vi conseguì il grado accademico in arti. Un'iscrizione così precoce non era insolita: la facoltà delle arti offriva allora una formazione preliminare, comparabile a un liceo avanzato, basata su grammatica, logica, filosofia naturale e morale secondo i testi di Aristotele. Da questa base i più dotati passavano poi alle facoltà superiori di teologia, diritto o medicina.

Le vie della scolastica

Le università tedesche del tempo erano divise tra scuole rivali, chiamate vie. Accanto alla via moderna, legata al nominalismo di Guglielmo di Ockham, a Colonia erano forti le correnti realiste dei tomisti e degli albertisti. Questi ultimi si richiamavano ad Alberto Magno e privilegiavano una lettura di Aristotele aperta a temi neoplatonici, come l'emanazione delle forme e l'influsso dei cieli sul mondo inferiore.

Gli storici hanno spesso sottolineato che l'albertismo coloniese offrì ad Agrippa un primo vocabolario per pensare la natura come un tessuto di forze nascoste. Le opere attribuite ad Alberto, comprese quelle apocrife sui segreti delle pietre e delle erbe, circolavano largamente. Non è un caso che, anni dopo, nel De occulta philosophia, Alberto compaia tra le autorità citate a proposito delle virtù occulte delle cose naturali.

Raimondo Lullo e l'arte combinatoria

Un'altra passione nata negli anni giovanili fu quella per Raimondo Lullo, il pensatore maiorchino del Duecento che aveva concepito un'arte universale basata sulla combinazione di principi e lettere disposte in figure rotanti. Agrippa scrisse un commento all'Ars brevis di Lullo, pubblicato più tardi con il titolo In artem brevem Raymundi Lullii commentaria. Per lui l'arte lulliana prometteva un metodo per ordinare tutte le conoscenze, idea che più tardi avrebbe criticato con asprezza.

Il lullismo era vivo in molti ambienti europei a cavallo tra Quattrocento e Cinquecento, soprattutto a Parigi, dove Jacques Lefèvre d'Étaples ne curava edizioni e ne diffondeva le opere tra gli studenti. Più tardi lo stesso Lefèvre avrebbe incrociato di nuovo la strada di Agrippa, nella disputa di Metz sulla figura di sant'Anna. Il fascino della combinatoria si univa al desiderio, tipico del Rinascimento, di ritrovare un sapere unitario e originario.

Dalla scuola al mondo

Dopo il 1502 le notizie si fanno più rade. Agrippa non sembra aver completato nelle facoltà superiori un corso regolare documentato a Colonia, e più tardi si attribuì titoli di dottore in diritto e in medicina la cui origine non è stata accertata. Gli studiosi ritengono probabile che abbia frequentato Parigi verso il 1506 o 1507, entrando in contatto con circoli umanistici. Il passaggio dalla scolastica tedesca all'umanesimo francese fu decisivo per la sua cultura.

Gli anni di Colonia lasciarono un'impronta duratura. Agrippa vi apprese il latino scolastico, la logica, la filosofia naturale aristotelica e il gusto per i grandi sistemi. Più tardi, nel De vanitate scientiarum, avrebbe deriso proprio le dispute delle scuole e la presunzione dei maestri universitari. Ma senza quella formazione non avrebbe potuto costruire l'architettura ordinata dei tre libri della filosofia occulta, che dalla scolastica eredita la passione per le classificazioni.