Giovan Battista Della Porta e la Magia naturalis: i segreti di Napoli
Giovan Battista Della Porta, la Magia naturalis del 1558 e del 1589, l'Accademia dei Segreti e la fisiognomica: la magia come scienza sperimentale.
Nel 1558 un giovane gentiluomo napoletano pubblicò un libro che sarebbe stato tradotto in molte lingue e letto per oltre un secolo: Magiae naturalis sive de miraculis rerum naturalium libri IIII. Giovan Battista Della Porta, nato nel 1535 in una famiglia agiata con possedimenti a Vico Equense, aveva poco più di vent'anni. La sua idea di magia era lontana dagli spiriti e dai rituali: per lui il mago era soprattutto un osservatore curioso, capace di riprodurre le meraviglie della natura.
Una magia senza demoni
Fin dalle prime pagine Della Porta definisce la magia naturale come la parte pratica della filosofia della natura. Il mago non compie miracoli, ma conosce le simpatie e le antipatie tra le cose, cioè le affinità e le ripugnanze che la tradizione attribuiva a piante, animali, pietre e metalli. Sfruttandole, può ottenere effetti che al profano sembrano prodigiosi, ma che in realtà seguono l'ordine naturale stabilito da Dio.
In questo Della Porta si collegava a Ficino, a Pico e ad Agrippa, ma spostava l'accento dalla speculazione all'esperimento. Il suo libro raccoglie notizie tratte da autori antichi come Plinio e Teofrasto, da trattati medievali e da prove compiute personalmente o da amici. Molte di quelle notizie si rivelarono false, altre anticiparono osservazioni scientifiche che sarebbero state approfondite solo più tardi.
Dai quattro ai venti libri
Nel 1589 uscì a Napoli una nuova edizione, ampliata a venti libri e profondamente rielaborata. Gli argomenti spaziano dalla generazione degli animali agli innesti delle piante, dalla distillazione ai profumi, dalla scrittura invisibile ai fuochi artificiali, dal magnetismo all'ottica. È un'enciclopedia dei «segreti» del tempo, cioè di quelle tecniche artigiane e naturali che circolavano in forma di raccolte di ricette e curiosità.
Il libro dedicato all'ottica è il più ricordato. Vi si descrive la camera oscura munita di lente, capace di proiettare immagini nitide su una parete, e vi si discute dell'uso combinato di lenti concave e convesse. Questo spinse in seguito Della Porta a rivendicare una sorta di priorità nell'invenzione del cannocchiale, rivendicazione che gli storici giudicano esagerata ma non priva di qualche fondamento teorico.
L'Accademia dei Segreti e l'Inquisizione
Intorno al 1560 Della Porta fondò a Napoli l'Academia Secretorum Naturae, detta anche Accademia dei Segreti. Per esservi ammessi, i membri dovevano presentare una conoscenza naturale nuova e non ancora divulgata. L'iniziativa attirò l'attenzione delle autorità ecclesiastiche, che sospettavano pratiche illecite. Della Porta fu convocato a Roma e l'accademia dovette chiudere, anche se l'autore continuò a godere della protezione di potenti prelati.
Negli anni successivi pubblicò il De humana physiognomonia, del 1586, in cui confrontava i tratti del volto umano con quelli degli animali per dedurne il carattere, e scrisse numerose commedie molto apprezzate. Nel 1610 entrò nell'Accademia dei Lincei fondata da Federico Cesi, la stessa che avrebbe accolto Galileo l'anno seguente.
Della Porta morì a Napoli nel 1615. La sua opera mostra il momento in cui la magia naturale del Rinascimento cominciava a trasformarsi in scienza sperimentale. Tra il mondo di Agrippa e quello di Galileo, il gentiluomo napoletano rappresenta un passaggio decisivo, fatto di curiosità, laboratori domestici e grande passione per le meraviglie della natura.
La Filosofia OccultaUn sito dello Studio Esoterico Cornelio