Lione e Luisa di Savoia: medico della regina madre
Dal 1524 Agrippa è a Lione come medico di Luisa di Savoia, madre di Francesco I: le richieste di oroscopi, lo stipendio negato e la rottura con la corte.
Nel 1524 Agrippa arrivò a Lione con una nomina prestigiosa: medico di Luisa di Savoia, madre del re di Francia Francesco I. Per un dotto sempre in cerca di stabilità era il punto più alto mai raggiunto, un posto alla corte di uno dei sovrani più potenti d'Europa. Eppure proprio a Lione maturò la crisi più profonda della sua vita intellettuale, e il soggiorno si chiuse con una rottura amara.
Lione, capitale del libro
Lione era allora una delle città più vivaci di Francia, grande centro di commercio e di banca grazie alle sue fiere, e soprattutto capitale della stampa insieme a Parigi. Mercanti e banchieri fiorentini e lucchesi vi avevano filiali, e l'influenza italiana si avvertiva ovunque. La corte vi soggiornava spesso durante le guerre d'Italia, perché la città era la base naturale delle spedizioni oltre le Alpi.
Pochi anni dopo, dal 1532, Lione avrebbe accolto anche François Rabelais come medico dell'ospedale cittadino, e lì sarebbero usciti i primi libri di Pantagruel. L'ambiente era ricco di umanisti, poeti e tipografi, un terreno fertile per chi, come Agrippa, cercava lettori e mecenati. Proprio un'edizione lionese delle sue opere, uscita intorno al 1600, avrebbe poi raccolto in due volumi trattati e lettere.
La regina madre e gli astri
Luisa di Savoia era una donna colta e politicamente abilissima. Quando nel febbraio 1525 Francesco I fu sconfitto e fatto prigioniero dagli Imperiali nella battaglia di Pavia, fu lei a governare la Francia come reggente. In quel clima di angoscia la corte chiese ad Agrippa previsioni astrologiche sull'esito degli eventi. Agrippa, che come molti medici del tempo conosceva l'astrologia, si mostrò riluttante.
Nelle lettere di quegli anni definì l'astrologia un'arte vana e incerta e si lamentò di essere stimato più come indovino che come medico e filosofo. La sua irritazione arrivò alle orecchie della regina madre e contribuì a raffreddare i rapporti. A questo si aggiunse un problema concreto: la pensione promessa non veniva pagata, e Agrippa si trovò a vivere tra debiti e suppliche inascoltate.
Il De vanitate e la partenza
Fu in questa situazione che, nel 1526, Agrippa scrisse a Lione il De incertitudine et vanitate scientiarum, il libro in cui attaccava tutte le arti e le scienze umane, astrologia e magia comprese. Non è difficile leggervi anche lo sfogo di un uomo deluso dalle corti e dai saperi che vi si praticavano. L'opera, però, va ben oltre la polemica personale e diventò uno dei testi più influenti dello scetticismo rinascimentale.
Alla fine del 1527 Agrippa lasciò Lione, privato della pensione e caduto in disgrazia, e dopo un passaggio a Parigi si diresse verso i Paesi Bassi. Il rancore verso Luisa di Savoia non si spense: anni dopo, alcune sue espressioni contro la regina madre gli costarono l'arresto in Francia, poco prima della morte. La stagione lionese resta dunque il cuore drammatico della sua biografia, il momento in cui il mago diventò critico della magia.
La Filosofia OccultaUn sito dello Studio Esoterico Cornelio