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Her Trippa: Agrippa nella satira di Rabelais

Studio Esoterico Cornelio · 2 min di lettura
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Tavola XIX · Cornelio Agrippa

Nel Terzo libro di Rabelais, del 1546, Panurge consulta il dotto Her Trippa: una caricatura di Agrippa e delle arti divinatorie del Rinascimento.

Nel 1546 François Rabelais pubblicò il Tiers Livre, il terzo libro delle avventure di Pantagruel. Al centro della storia c'è una domanda apparentemente semplice: Panurge, compagno del gigante, deve sposarsi oppure no? Per scoprirlo consulta sibille, poeti, teologi, medici e filosofi. Nel capitolo venticinquesimo si rivolge a un sapiente chiamato Her Trippa, nel quale i lettori del tempo riconobbero senza difficoltà Cornelio Agrippa, morto da poco più di dieci anni.

Il nome e il ritratto

Her Trippa è un gioco di parole trasparente. Her richiama il tedesco Herr, signore, e Trippa deforma il nome Agrippa, aggiungendo un'allusione volgare alle trippe, cioè alle interiora. Rabelais presenta il personaggio come un dotto che vive nei pressi dell'Île-Bouchard, nella Turenna, e che conosce tutte le arti per prevedere il futuro. Il ritratto è comico ma non privo di precisione: Her Trippa è erudito, vanitoso, pieno di citazioni e convinto di poter rispondere a qualsiasi domanda.

Rabelais era medico e umanista, e conosceva bene l'ambiente di Lione, dove aveva lavorato all'ospedale dal 1532, negli stessi anni in cui la fama di Agrippa era al culmine. Non sappiamo se i due si siano mai incontrati, ma Rabelais aveva certamente letto le sue opere, e il capitolo dimostra una familiarità con il De occulta philosophia e con il De vanitate scientiarum.

L'elenco delle divinazioni

La parte più celebre del capitolo è un lunghissimo elenco di arti divinatorie che Her Trippa propone a Panurge. Si va dalla piromanzia, divinazione con il fuoco, all'aeromanzia, con l'aria, dall'idromanzia, con l'acqua, alla chiromanzia, con le linee della mano, fino a decine di altre pratiche più rare, alcune delle quali probabilmente inventate da Rabelais per gusto del paradosso e della parola accumulata.

L'elenco parodia i capitoli che Agrippa e altri autori dedicavano alle diverse forme di divinazione, con la loro classificazione erudita fondata sugli elementi e sugli strumenti usati. Panurge, stanco e irritato, respinge ogni proposta e alla fine insulta il sapiente. La comicità nasce dal contrasto tra l'immensa erudizione di Her Trippa e l'inutilità pratica dei suoi consigli.

Il sapiente che non vede in casa propria

Rabelais aggiunge un dettaglio pungente. Secondo i servitori di corte, Her Trippa sa leggere il futuro nelle stelle e nelle mani altrui, ma non si accorge che la propria moglie lo tradisce. È un motivo antico, quello dell'indovino cieco sulle cose vicine, che Rabelais applica con malizia al celebre autore. Non ha alcun valore come notizia biografica, ma esprime bene l'ironia con cui una parte degli umanisti guardava alle pretese della magia.

Il capitolo di Her Trippa va letto come un frammento di storia culturale. Mostra quanto fosse noto Agrippa a metà del Cinquecento, al punto da poter essere riconosciuto in una caricatura, e documenta con vivacità la diffidenza di molti intellettuali verso le arti divinatorie. Curiosamente, la satira di Rabelais si avvicina allo spirito del De vanitate, in cui lo stesso Agrippa aveva definito vane e ingannevoli proprio quelle arti.