Agrippa nella cultura popolare: libri neri, fiabe e falsi d'autore
Dai grimori chiamati «Agrippa» nel folklore francese allo Struwwelpeter: come il nome del filosofo è entrato nella cultura popolare, e perché serve cautela.
Il nome di Agrippa ha avuto una vita propria, spesso molto lontana dai suoi libri. Nel corso dei secoli è diventato sinonimo di libro magico, personaggio di fiaba, etichetta commerciale e, in tempi recenti, nome evocativo per romanzi, giochi e siti web. Ripercorrere questa fortuna popolare è affascinante, ma richiede prudenza: molte notizie che circolano oggi su Agrippa sono imprecise, e alcune sono vere e proprie invenzioni.
Il libro chiamato Agrippa
In diverse regioni della Francia, e in particolare in Bretagna, i folkloristi dell'Ottocento raccolsero credenze su un libro magico chiamato semplicemente «l'Agrippa». Secondo questi racconti, il volume era posseduto dai sacerdoti, che lo ricevevano al momento dell'ordinazione o lo ereditavano, e serviva a scacciare gli spiriti o a dominarli. Si diceva che fosse pericoloso da aprire e che potesse sfuggire al controllo di chi non sapeva usarlo.
Queste leggende non hanno alcun legame diretto con il testo del De occulta philosophia: il nome del filosofo era diventato un nome comune per indicare qualsiasi libro di magia. Lo stesso fenomeno era accaduto con altri autori, come Alberto Magno, il cui nome finì sui frontespizi di raccolte popolari di segreti che non aveva mai scritto, il cosiddetto Grand Albert e il Petit Albert.
Dalla letteratura per ragazzi alla poesia digitale
Un esempio curioso viene dallo Struwwelpeter, il celebre libro illustrato per bambini pubblicato nel 1845 dal medico tedesco Heinrich Hoffmann. In uno dei racconti un gigante punisce tre ragazzi che deridono un bambino nero immergendoli in un calamaio. Nell'originale tedesco il personaggio si chiama Nikolas, ma nelle traduzioni inglesi diventa Agrippa, segno che il nome evocava ancora una figura di potere misterioso.
Altre volte il nome inganna. Nel 1992 lo scrittore William Gibson pubblicò un poema elettronico intitolato Agrippa (A Book of the Dead), concepito per cancellarsi dopo una sola lettura. Il titolo, però, si riferisce a un album fotografico di famiglia di quella marca, non direttamente al mago rinascimentale. È un caso utile per ricordare che una coincidenza di nomi non è una prova di influenza.
Le cautele necessarie
Nella cultura contemporanea Agrippa compare in romanzi, fumetti, serie televisive e videogiochi, quasi sempre come mago oscuro o maestro di arti proibite. Queste rappresentazioni attingono di solito alla leggenda più che alla storia, e mescolano elementi presi dal Quarto libro apocrifo, da Barrett e dall'occultismo ottocentesco. Chi cerca l'Agrippa reale deve diffidare delle presunte citazioni che circolano senza indicazione di fonte.
Un buon criterio è verificare sempre se una frase attribuita ad Agrippa si trovi davvero nelle sue opere, e in quale edizione. Molte massime diffuse in rete non compaiono né nel De occulta philosophia né nel De vanitate, e alcune risalgono a scrittori molto posteriori. Lo stesso vale per i presunti sigilli e talismani di Agrippa, spesso ricavati da fonti ottocentesche.
La fortuna popolare di Agrippa è comunque un capitolo legittimo della sua eredità, e merita di essere studiata senza disprezzo. Mostra come un pensatore difficile, che scriveva in latino per un pubblico ristretto di dotti, sia diventato un simbolo condiviso, capace di parlare a lettori che non avrebbero mai aperto i suoi libri. Basta saperlo distinguere con cura dall'autore storico.
La Filosofia OccultaUn sito dello Studio Esoterico Cornelio