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D. P. Walker e la magia spirituale e demonica da Ficino a Campanella

Studio Esoterico Cornelio · 3 min di lettura
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Tavola XVI · L'eredità

Nel 1958 lo storico inglese Daniel Pickering Walker distinse la magia degli spiriti naturali da quella dei demoni. Il ruolo cruciale di Agrippa nel suo libro.

Qualche anno prima del Giordano Bruno di Frances Yates, un altro studioso del Warburg Institute aveva già aperto la strada allo studio serio della magia rinascimentale. Daniel Pickering Walker, nato nel 1914 e morto nel 1985, pubblicò nel 1958 Spiritual and Demonic Magic from Ficino to Campanella. È un libro breve, denso e prudente, che ancora oggi gli specialisti considerano uno dei punti di partenza più solidi per capire il posto di Agrippa nella storia delle idee.

Lo spiritus e la musica

Il punto di partenza di Walker è il De vita di Marsilio Ficino, pubblicato nel 1489, e in particolare il terzo libro, De vita coelitus comparanda, dedicato al modo di attirare su di sé gli influssi favorevoli delle stelle. Ficino fondava questa magia sul concetto di spiritus, una sostanza sottilissima che nella medicina antica collegava l'anima al corpo e che, a suo avviso, permetteva anche il contatto con lo spirito del mondo.

Walker mostrò l'importanza che in questa teoria avevano la musica, il canto degli inni orfici, i profumi, i colori e le immagini. La magia ficiniana, nella sua lettura, era soprattutto un'arte di agire su di sé, sul proprio spiritus e sulla propria immaginazione, e Ficino si sforzava di presentarla come naturale, senza alcun ricorso ai demoni, per evitare le condanne della Chiesa.

Agrippa e il passaggio ai demoni

Il problema, come Walker sottolinea, era che quella distinzione si reggeva su un equilibrio fragile. Una volta ammesso che le preghiere, i canti e le immagini agissero sul cosmo, era difficile non chiedersi se agissero anche su intelligenze personali, buone o cattive. Agrippa, nel De occulta philosophia, rese esplicito ciò che in Ficino restava in ombra: il terzo libro dell'opera tratta apertamente di angeli, demoni, nomi divini e cerimonie religiose.

Per Walker, dunque, Agrippa rappresenta un passaggio decisivo dalla magia «spirituale» a quella «demonica», o almeno il momento in cui le due dimensioni vengono riunite in un sistema unico. Questo spiega anche perché la sua opera fosse percepita come più pericolosa di quella di Ficino, e perché la sua fama diventasse così presto quella di un negromante.

Campanella e la magia contro l'eclissi

Il libro si chiude con Tommaso Campanella. Walker ricostruì un episodio rimasto famoso: nel 1628, a Roma, Campanella avrebbe praticato con il papa Urbano VIII una serie di procedure per proteggerlo dagli influssi negativi di un'eclissi, che alcuni astrologi avevano interpretato come presagio della sua morte. Le notizie su questo episodio vengono da testimonianze dell'epoca e da uno scritto dello stesso Campanella.

Walker scrisse altri libri importanti, come The Decline of Hell del 1964, dedicato alle discussioni seicentesche sull'eternità delle pene infernali, e The Ancient Theology del 1972, sulla convinzione rinascimentale che una sapienza religiosa antichissima si fosse trasmessa da Ermete e Zoroastro fino a Platone. Nel 1981 pubblicò Unclean Spirits, sugli esorcismi in Francia e in Inghilterra.

Il metodo di Walker, fatto di letture attente delle fonti e di giudizi misurati, ha resistito meglio di altri alle critiche successive. La sua distinzione tra magia spirituale e demonica resta uno strumento utile per leggere il De occulta philosophia, e ricorda che l'eredità di Agrippa comprende anche le domande teologiche che la sua opera rendeva inevitabili.