Le corrispondenze: pianeti, metalli, piante e numeri
Sette pianeti, sette metalli, scale di numeri: come Agrippa ordinò il mondo in tavole di corrispondenze tra cielo, terra e mondo divino.
Il secondo libro del De occulta philosophia contiene alcune delle pagine più singolari dell'intera opera: una serie di tavole, chiamate da Agrippa «scale», che dispongono in colonne ordinate tutto ciò che nell'universo corrisponde a un determinato numero. Alla scala dell'unità, del due, del tre e così via fino al dodici, sono associati nomi divini, ordini angelici, pianeti, elementi, metalli, pietre, animali e parti del corpo. È la forma più sistematica che il Rinascimento abbia dato a una delle sue convinzioni fondamentali: tutto, nel cosmo, risponde a qualcos'altro.
Il principio: ciò che sta in basso è come ciò che sta in alto
La formula più celebre del pensiero analogico proviene dalla Tabula smaragdina, un breve testo attribuito a Ermete Trismegisto. Le versioni più antiche note sono in arabo e risalgono probabilmente all'VIII o al IX secolo, all'interno di un trattato attribuito ad Apollonio di Tiana; la traduzione latina circolava in Europa dal XII secolo. La sua sentenza più citata afferma che ciò che è in basso è come ciò che è in alto, e divenne il motto di alchimisti e filosofi ermetici per generazioni.
Per Agrippa questo principio si declina nella struttura dei tre mondi: elementare, celeste e intellettuale. Ogni realtà del mondo inferiore ha un modello in quello superiore e ne riceve le virtù. Le corrispondenze non sono dunque somiglianze casuali, ma i canali attraverso cui l'influsso divino discende, gradino dopo gradino, fino alla materia più umile.
I sette pianeti e i loro regni
L'esempio più noto riguarda i sette pianeti della cosmologia antica e i metalli che la tradizione alchemica e astrologica associava a ciascuno: il piombo a Saturno, lo stagno a Giove, il ferro a Marte, l'oro al Sole, il rame a Venere, il mercurio a Mercurio e l'argento alla Luna. Questa serie, già presente in autori tardoantichi, era patrimonio comune di tutta l'Europa colta e sopravvive ancora oggi nel nome del metallo chiamato mercurio.
Agrippa estende le corrispondenze a piante, animali, pietre, colori, sapori e temperamenti. Saturno, freddo e secco, governa ciò che è scuro, pesante e lento; il Sole ciò che è luminoso, dorato e nobile; Venere ciò che è grazioso e profumato. Le liste, compilate da fonti antiche e medievali come Plinio, Alberto Magno e il Picatrix, vanno lette come un repertorio della cultura simbolica del tempo, non come descrizioni naturalistiche.
Numeri, lettere e nomi
La parte più ambiziosa delle scale riguarda il mondo intellettuale. Al numero sette, per esempio, Agrippa associa non solo i pianeti e i metalli, ma anche i sette angeli che secondo la tradizione stanno davanti al trono di Dio e i giorni della settimana. Al dodici corrispondono i segni dello zodiaco, le tribù di Israele, gli apostoli e i mesi. La matematica pitagorica e la cabala ebraica si fondono così in un'unica griglia.
Le tabelle di Agrippa ebbero una lunghissima posterità. Furono copiate, semplificate e talvolta fraintese da autori successivi, e alimentarono per secoli i repertori di simbolismo. Rilette oggi, offrono un ritratto prezioso di una mentalità per cui l'universo era un testo coerente, scritto in molte lingue diverse ma con una sola grammatica, e conoscere significava riconoscere le rime nascoste tra le cose.
La Filosofia OccultaUn sito dello Studio Esoterico Cornelio