Dopo Yates: il dibattito su magia ermetica e rivoluzione scientifica
Casaubon e la datazione del Corpus Hermeticum, le critiche di Westman, McGuire e Vickers: come gli storici hanno ridimensionato la tesi di Frances Yates.
Nel 1967 Frances Yates pubblicò un saggio intitolato The Hermetic Tradition in Renaissance Science, in cui proponeva un'idea ambiziosa: l'atteggiamento attivo del mago rinascimentale, deciso a operare sulla natura e non soltanto a contemplarla, avrebbe preparato la mentalità della scienza moderna. La proposta, nota come «tesi di Yates», suscitò un dibattito che dura da oltre mezzo secolo e che ha cambiato il modo di studiare Agrippa e i suoi contemporanei.
Casaubon e la fine di Ermete
Un punto fermo, riconosciuto anche da Yates, riguarda la datazione dei testi ermetici. Nel 1614 il filologo ginevrino Isaac Casaubon, nelle sue Exercitationes dedicate agli Annales ecclesiastici del cardinale Baronio, dimostrò su base linguistica e storica che il Corpus Hermeticum non era opera di un antichissimo sapiente egizio, ma risaliva ai primi secoli dell'era cristiana.
Secondo Yates, quella scoperta segnò l'inizio della fine del prestigio della magia ermetica. Gli studiosi successivi hanno precisato che la ricezione di Casaubon fu lenta e che molti autori continuarono a leggere Ermete come un antico profeta anche dopo il 1614, ma il valore del suo lavoro filologico non è in discussione.
Le critiche alla tesi
Le obiezioni più note vennero alla fine degli anni settanta. Nel 1977 Robert Westman e J. E. McGuire pubblicarono un volume intitolato Hermeticism and the Scientific Revolution, in cui Westman mostrava, a proposito di Copernico e di Keplero, che i riferimenti a Ermete erano marginali e non spiegavano le loro scelte astronomiche. Keplero, in particolare, aveva polemizzato apertamente con il simbolismo ermetico di Robert Fludd.
Nel 1984 lo studioso inglese Brian Vickers curò la raccolta Occult and Scientific Mentalities in the Renaissance, sostenendo che la mentalità magica, fondata sull'analogia e sulla corrispondenza, e quella scientifica, fondata sulla distinzione tra parola e cosa, erano profondamente diverse. Altri storici osservarono che la categoria di «tradizione ermetica» raccoglieva fenomeni troppo diversi, come il neoplatonismo, la cabala cristiana, il paracelsismo e l'alchimia.
Una nuova disciplina
Il dibattito non ha cancellato l'opera di Yates, ma l'ha trasformata. Negli ultimi decenni lo studio dell'esoterismo occidentale è diventato un campo accademico autonomo, con cattedre dedicate a Parigi, presso l'École pratique des hautes études, e dal 1999 ad Amsterdam. Lo storico francese Antoine Faivre propose di definire l'esoterismo come una forma di pensiero caratterizzata, tra l'altro, dall'idea di corrispondenze e da quella di una natura vivente.
In questo quadro Agrippa non è più considerato un precursore della scienza né un semplice mago, ma un autore da studiare nel suo contesto: un umanista che rielaborò fonti antiche, medievali e cabalistiche, e che scrisse anche un libro sulla vanità di tutte le scienze. Anche lo storico olandese Wouter Hanegraaff ha insistito sulla necessità di sottrarre questa tradizione sia all'apologia sia al disprezzo.
Il risultato più importante del dibattito è forse una maggiore prudenza. Oggi gli storici evitano sia di vedere nella magia rinascimentale la madre della scienza, sia di liquidarla come superstizione. Preferiscono ricostruire caso per caso come idee, testi e pratiche circolassero tra ambiti che allora non erano separati come lo sono per noi.
La Filosofia OccultaUn sito dello Studio Esoterico Cornelio