Le scale dei numeri: le tavole di corrispondenze di Agrippa
Le scale dei numeri del secondo libro: tavole che collegano ogni numero a Dio, angeli, pianeti, pietre, membra umane e inferi, modello per l'occultismo.
Tra le pagine più riconoscibili del De occulta philosophia ci sono alcune tavole a più righe che interrompono il testo del secondo libro. Agrippa le chiama scale, come la scala dell'unità, del binario, del ternario e così via fino al dodici. In ciascuna il numero viene seguito attraverso i diversi livelli del cosmo, dal mondo divino fino a quello infernale, mostrando come la stessa struttura si ripeta a ogni grado. Sono il più compatto riassunto visivo della sua visione del mondo.
Come è fatta una scala
Ogni scala è divisa in righe che corrispondono ai mondi. In alto sta il mondo archetipo o esemplare, cioè Dio e i suoi nomi; poi il mondo intellettuale delle intelligenze e degli angeli; poi il mondo celeste delle stelle e dei pianeti; quindi il mondo elementare delle cose terrene; poi il piccolo mondo, cioè l'uomo; infine il mondo infernale dei demoni. In ogni riga Agrippa colloca ciò che, a quel livello, incarna il numero in questione.
La scala dell'unità è esemplare. Nel mondo archetipo l'uno corrisponde all'essenza divina, indicata dalla lettera ebraica iod; nel mondo intellettuale all'anima del mondo; nel cielo al Sole, unico re degli astri; tra le cose elementari alla pietra filosofale, che gli alchimisti cercavano come principio unico di perfezione; nell'uomo al cuore; negli inferi a Lucifero, principe della ribellione. Così il numero diventa un filo che attraversa tutto l'universo. Per il tre, nel mondo archetipo, la corrispondenza è naturalmente con la Trinità; per il dieci, con le dieci sefirot e i dieci nomi divini della cabala.
Le scale più ricche
Man mano che i numeri crescono, le tavole si fanno più complesse. La scala del quattro mette in fila il Tetragramma, gli elementi, le stagioni, gli umori del corpo e le quattro qualità prime. La scala del sette, una delle più dense, collega i sette pianeti ai giorni della settimana, ai metalli, agli angeli che la tradizione poneva a governo dei cieli e alle sette membra o aperture del capo umano.
La scala del dodici chiude la serie con un quadro di eccezionale ampiezza: i dodici segni dello zodiaco, i mesi, le tribù di Israele, gli apostoli, dodici pietre preziose che richiamano il pettorale del sommo sacerdote descritto nell'Esodo e le fondamenta della Gerusalemme celeste nell'Apocalisse. In poche righe Agrippa riassume una mole enorme di tradizioni bibliche, astrologiche e naturali, rendendole confrontabili a colpo d'occhio.
Una lunga discendenza
Le scale di Agrippa ebbero una fortuna duratura. Nel 1801 l'inglese Francis Barrett pubblicò The Magus, un'opera che riprendeva largamente, spesso senza dichiararlo, intere sezioni del De occulta philosophia, tavole comprese. Nel tardo Ottocento le tabelle di corrispondenze divennero uno strumento centrale dell'occultismo britannico e francese, e il modello agrippiano vi si riconosce chiaramente, anche quando i contenuti furono ampliati e modificati.
Per lo storico delle idee queste tavole sono interessanti per un altro motivo. Mostrano un modo di conoscere fondato sull'analogia, in cui capire una cosa significa trovarne il posto in una rete di corrispondenze. È lo stesso principio che regge le enciclopedie simboliche del Rinascimento e i grandi teatri della memoria, come quello progettato da Giulio Camillo negli stessi anni in cui Agrippa preparava la stampa della sua opera.
La Filosofia OccultaUn sito dello Studio Esoterico Cornelio