Girolamo Cardano: medico, matematico, astrologo e uomo del destino
Girolamo Cardano (1501-1576): l'Ars magna, il De subtilitate, l'oroscopo di Cristo, l'arresto a Bologna e lo spirito custode descritto nella sua autobiografia.
Pochi personaggi del Cinquecento hanno lasciato di sé un ritratto tanto sincero quanto Girolamo Cardano. Nato a Pavia nel 1501, figlio illegittimo del giurista e matematico milanese Fazio Cardano, fu medico di fama europea, matematico di primo piano, filosofo naturale e astrologo. Negli ultimi anni scrisse un'autobiografia, il De vita propria, in cui racconta con franchezza successi, disgrazie, vizi e convinzioni, comprese quelle sul mondo occulto.
Il matematico dell'Ars magna
Nel 1545 Cardano pubblicò a Norimberga l'Ars magna, un trattato di algebra che conteneva per la prima volta a stampa le soluzioni generali delle equazioni di terzo e quarto grado. La soluzione della cubica gli era stata confidata da Niccolò Tartaglia, che lo accusò di aver violato un giuramento di segretezza, e la disputa che ne seguì è rimasta celebre. Cardano scrisse anche un breve trattato sui giochi d'azzardo, tra i primi studi sulla probabilità.
Questa competenza matematica conviveva senza contraddizioni con l'astrologia. Per gli uomini del Rinascimento l'astrologia era una scienza dei cieli che richiedeva calcoli precisi, e Cardano ne fu uno dei maggiori praticanti. Pubblicò raccolte di geniture, cioè di temi natali di personaggi celebri, e un ampio commento al Tetrabiblos di Tolomeo, il manuale astrologico fondamentale dell'antichità.
Sottigliezze e varietà della natura
Le sue opere di filosofia naturale più lette furono il De subtilitate, del 1550, e il De rerum varietate, del 1557. Sono vaste enciclopedie in cui si parla di meccanica, di metalli, di animali, di sogni, di prodigi e di demoni. Cardano descrive tra l'altro un sistema di sospensione per mantenere orizzontale un oggetto, che ancora oggi porta il suo nome, e un metodo per nascondere un messaggio dentro un testo con una griglia forata.
Sui fenomeni occulti la sua posizione è oscillante. Spesso cerca cause naturali per ciò che il popolo attribuiva alla magia, ma ammette l'esistenza di spiriti e racconta esperienze personali singolari. Nel De vita propria afferma di aver avuto per tutta la vita la protezione di uno spirito custode, come prima di lui il padre Fazio, che secondo i racconti di famiglia aveva frequentato per anni un demone familiare.
L'oroscopo di Cristo e l'arresto
Nel commento a Tolomeo del 1554 Cardano incluse un oroscopo di Gesù Cristo, interpretando la sua vita alla luce delle configurazioni celesti. L'idea non era del tutto nuova, ma sembrò a molti una pericolosa sottomissione del Figlio di Dio alle stelle. Nell'ottobre del 1570, mentre insegnava medicina a Bologna, Cardano fu arrestato dall'Inquisizione e trattenuto per alcuni mesi.
Dopo la liberazione gli fu vietato di insegnare e di pubblicare, ma si trasferì a Roma, dove papa Gregorio XIII gli concesse una pensione. Vi morì nel settembre del 1576. Una diceria, già diffusa tra i contemporanei, raccontava che avesse previsto la data della propria morte e si fosse lasciato morire per non smentire la previsione: è un aneddoto, non un fatto documentato.
Cardano rappresenta un tipo umano tipico del Rinascimento, in cui la massima precisione matematica e la fede negli influssi celesti si incontrano nella stessa mente. La sua autobiografia, stampata solo nel 1643, resta uno dei documenti più vivi per capire come un dotto del Cinquecento vivesse il rapporto con il destino e con l'invisibile.
La Filosofia OccultaUn sito dello Studio Esoterico Cornelio