Robert Fludd e l'Utriusque cosmi historia: macrocosmo e microcosmo
Robert Fludd, medico londinese, difensore dei Rosacroce e autore dell'Utriusque cosmi historia: le incisioni di Oppenheim e le dispute con Keplero e Mersenne.
Tra il 1617 e il 1621 uscirono a Oppenheim, sul Reno, i volumi di una delle opere più spettacolari del Seicento esoterico: l'Utriusque cosmi maioris scilicet et minoris metaphysica, physica atque technica historia, cioè la storia metafisica, fisica e tecnica dei due mondi, il grande e il piccolo. L'autore era Robert Fludd, medico inglese nato nel 1574 a Bearsted, nel Kent. L'editore era Johann Theodor de Bry, che corredò il testo di incisioni rimaste celebri.
Un medico tra Oxford e Londra
Fludd studiò a Oxford, nel St John's College, e poi viaggiò per alcuni anni in Francia, Spagna, Italia e Germania, mantenendosi come precettore. Tornato in patria, conseguì la laurea in medicina nel 1605 e, dopo qualche difficoltà dovuta alle sue idee paracelsiane, fu ammesso nel Collegio dei medici di Londra, dove esercitò con successo fino alla morte, nel 1637.
Come medico Fludd si collocava nella scia di Paracelso, ma la sua visione era soprattutto teologica e cosmologica. Per lui la Bibbia, letta alla luce della tradizione ermetica e cabalistica, conteneva la vera filosofia della natura, e la scienza doveva partire dalla rivelazione di Mosè anziché dai filosofi greci. Questa idea è sviluppata soprattutto nella Philosophia Moysaica, pubblicata postuma nel 1638.
Le immagini dei due mondi
L'Utriusque cosmi historia descrive il macrocosmo, cioè l'universo, e il microcosmo, cioè l'uomo, come due specchi della stessa struttura divina. Le incisioni mostrano la creazione come un passaggio dalle tenebre alla luce, l'universo come un grande monocordo accordato dalla mano di Dio e la natura come una donna che guida, con una catena, la «scimmia» delle arti umane. Queste tavole sono tra le immagini più riprodotte della storia dell'esoterismo.
L'opera non è solo speculativa. Una parte consistente è dedicata alle arti tecniche: aritmetica, musica, geometria, prospettiva, arte militare, meccanica, geomanzia e arte della memoria. In questo Fludd segue l'ideale enciclopedico del Rinascimento, in cui ogni disciplina rientrava in un unico ordine del sapere, dalla teologia fino agli strumenti dell'artigiano.
Rosacroce e controversie
Nel 1616 Fludd aveva pubblicato un'Apologia compendiaria in difesa della Fraternità dei Rosacroce, i cui manifesti erano apparsi in Germania pochi anni prima. Non dichiarò mai di appartenervi, ma ne condivise l'aspirazione a una riforma generale del sapere. Questa presa di posizione, ribadita l'anno seguente in un Tractatus apologeticus, lo espose a numerose critiche nell'Europa continentale.
Seguirono dispute celebri. Giovanni Keplero, in un'appendice all'Harmonices mundi del 1619, criticò il suo uso simbolico della matematica, e Fludd rispose con vigore. Marin Mersenne e poi Pierre Gassendi lo attaccarono come mago e sostenitore di dottrine pericolose. In Inghilterra fu coinvolto nella polemica sull'unguento delle armi, una presunta cura a distanza delle ferite, discussa con il pastore William Foster nel 1631.
Fludd rappresenta l'ultima grande stagione della filosofia occulta rinascimentale, quando la nuova scienza cominciava a separare la matematica dal simbolo. Le sue tavole conservano intatto il sogno di Agrippa: un universo in cui ogni livello della realtà corrisponde agli altri e in cui l'uomo è il punto d'incontro di tutti i mondi.
La Filosofia OccultaUn sito dello Studio Esoterico Cornelio